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Consigli e suggerimenti, Da manager a mammager

SOS Allattamento: cosa fare se si hanno difficoltà

Io all’inizio ne ho avute tante, di difficoltà. E l’inizio è certamente determinante su una donna per “scegliere” di allattare o meno. A parte la difficoltà fisica che può presentarsi subito (ma anche no) per questioni più o meno complesse, una buona riuscita dell’allattamento dipende, secondo me, da quanta importanza noi gli diamo: da quanto ci teniamo veramente e da quanto lo crediamo fondamentale nella vita presente e futura dei nostri figli. E anche della nostra. Tante donne mollano con grande facilità, tante altre non ci provano neppure.

Personalmente, ho sempre visto l’allattamento come un miracolo della natura e ne sono sempre stata affascinata. Non vedevo l’ora di poter vivere questa esperienza favolosa ed essermi trovata a dover affrontare tante difficoltà, con pochi aiuti concreti dal punto di vista risolutivo, è stata una dura prova per me. Spero che questo post possa essere di aiuto a qualche mamma che proprio ora si trova a dover affrontare la stessa condizione ed è in cerca di un aiuto concreto e di qualche consiglio. Io ne sono uscita stremata ma felice e, da più di due mesi ormai, allatto Samuele senza problemi, godendo serenamente di questa esperienza vissuta all’inizio con tante difficoltà.

Inizio col dire che nel mio caso, come nella maggior parte dei casi, era una questione di attaccamento non corretto del bimbo e di una cattiva interpretazione da parte mia dell’ormai celeberrimo allattamento a richiesta. Diciamo in sintesi che, attaccando anche 8-10 volte al giorno un neonato “inesperto” a una mamma alle prime armi, è facile e quasi immediato incorrere in problemi che vanno dal semplice arrossamento alle ragadi. E’ altrettanto evidente che, essendo il seno una zona del nostro corpo estremamente sensibile, normalmente poco soggetta a “grandi traumi” nell’arco della vita, un grande dolore percepito può corrispondere perfino a un’invisibile o microscopico velo di arrossamento della mammella. Fidatevi di quello che sentite quindi e non di chi vi dice che, siccome non si vede nulla, non è niente. Le prime a dover cercare di fare una diagnosi corretta di quello che sentiamo siamo noi. Nessuno conosce il nostro corpo meglio di noi stesse. Se qualcosa non va, ce ne accorgiamo.

In condizioni normali, l’allattamento non procura nessun dolore. Se tutto funziona e si svolge correttamente, è un’esperienza stancante, sì, ma bellissima e indolore. Questi sono i veri poteri di una donna, quelli che la rendono “insuperabile”: non solo quello di dare la vita, ma anche quello di nutrirla, di crescerla.

Primo consiglio: non smettete di allattare, neppure mentre cercate una soluzione al vostro problema. Piuttosto mettetevi un cuscino sulla faccia per attenuare le grida di dolore o chiudetevi in una stanza segreta, ma non smettete di allattare.

Secondo consiglio: non sempre tentarle tutte (come ho fatto io) può essere di aiuto. A volte, è meglio buttare nel cesso qualunque presidio apparentemente utile (nel mio caso quasi tutti hanno contribuito a peggiorare le cose) e lasciare che il vostro corpo si adatti alla situazione.

Terzo consiglio: non usate l’allattamento misto o le integrazioni di latte artificiale nella speranza di avere voi più tempo per riposarvi e quindi riprendervi. In base alla mia esperienza, le due cose non sono in alcun modo in relazione tra di loro. Oltretutto, introdurreste da subito vostro figlio alla suzione semplificata del biberon che non lo aiuterebbe per nulla, anzi, ad imparare prima e meglio ad attaccarsi al seno.

Quarto consiglio: non saltate le poppate, sostituendole con pasti di latte artificiale, perché oltre a non stimolare la vostra produzione di latte, rischiereste anche una bella mastite (almeno questa io l’ho scampata), o un ingorgo, altrettanto doloroso.

Quinto consiglio: non usate il tiralatte come “sostituto perpetuo” del bimbo nella speranza di allattare indirettamente vostro figlio, senza rinunciare. Io l’ho fatto. Tirarsi il latte 4-5 volte al giorno, tutti i giorni, alla lunga non solo è peggio che attaccare il bimbo direttamente, ma diventa anche frustrante e fisicamente debilitante. Richiede il doppio del tempo (io ero arrivata a consumare 12 ore al giorno per 6 poppate) e soprattutto non si impara niente.

Sesto consiglio: non fatevi abbattere dal pensiero di cosa vi sta capitando come se tutti i problemi del mondo con l’allattamento stessero aspettando che solo voi diventaste madri, perché chiaramente non è così. Forza e coraggio. Tutto passa. Nella maggior parte dei casi, sono difficoltà che si superano senza che muoia nessuno. Devo dirvi però che, secondo me, per seguire questo consiglio, è fondamentale fare i conti con l’amor proprio (il peggior nemico dell’amore), mettendo l’amore per vostro figlio avanti al vostro. A me ha aiutato molto pensare al fatto che amavo mio figlio più di me stessa e che quindi ero pronta a soffrire per lui.

Settimo consiglio: chiedete aiuto. Non tanto essendo certe di trovare un rimedio, ma almeno fiduciose. Io ho parlato con altre mamme amiche che avevano allattato prima di me, col mio medico curante (madre di otto figli), con la ginecologa, con le ostetriche dell’ospedale in cui ho partorito… Prima di arrivare alla conclusione che allattare non è cosa per voi, provate a chiedere aiuto. Anche ai muri. Nel mio caso, sono stati fondamentali due consigli provenienti da due persone diverse e messi insieme dalla mia sensibilità. Ho risolto venti giorni di sofferenze in 48 ore, o poco più.

Ottavo consiglio: vivete tutto ciò che vi accade come un dono. Per quanto doloroso o problematico, tutto quello che vi succede ha un senso e diventerà un tesoro. Un conto è allattare un figlio senza aver avuto nessuna difficoltà; un altro conto è arrivarci avendo sofferto tanto. E’ una conquista.

Nono consiglio: tenete lontane le fonti di stress, soprattutto nel momento di picco della difficoltà. Una cosa è chiedere consigli per imparare; altra cosa è “essere bastonate” continuamente da chi vi dice che sbagliate posizione, modo, tempo, ritmo o congiuntura astrale. Sbagliate liberamente, con coscienza e responsabilità, ma liberamente. Per allattare non c’è “una (vera) regola”, come per educare. Non lasciate che chi vi circonda vi renda insicure e soprattutto non vi fidate di chi vi dice che è meglio smettere “tanto con il latte artificiale sono cresciuti tutti lo stesso”. Quel “lo stesso” nasconde il primo di una lunga serie di inganni.

Decimo consiglio: cercate di vivere l’allattamento come un’esperienza totalizzante. Non è solo una “questione nutritiva”, come tutti sanno ormai (compresi quelli che sostengono il contrario). E’ proprio un legame mentale, fisico, empatico e affettivo del quale si impara a conoscerne il vero senso solo vivendolo come un atto fondamentale nella vostra vita e in quella di vostro figlio.

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Ciò detto, non mi dilungo nell’elenco dei possibili rimedi che ho adottato io (tutti quelli sicuramente già noti anche a tutte voi: la crema Purelan, la crema Senosan, la soluzione cicatrizzante alla calendula, i para capezzoli in silicone, le coppette raccogli latte, i dischetti d’argento, il tiralatte e via dicendo…) e che non hanno sortito alcun effetto, o quasi, ma vi dico quale è stata per me la sintesi vincente: occhi al cielo e via tutto. Provate solo un po’ di Vea Olio, inizialmente alla fine di ogni poppata. Man mano che state meglio, usatelo solo la sera dopo l’ultima… e bbbonanotte ai sonatori.

Per quello che posso oltre questo, se volete, mi potete scrivere sui commenti a questo post.
In bocca la poppa a tutte! 🙂

Informazioni su Giorgia Petrini

Scrivo da quando ho imparato. Ho sempre fatto l'imprenditrice, da quando sono nata. Ho vinto un sacco di premi (tutti inutili) e ho abbandonato da tempo tutti i poteri forti. Sono mamma di Samuele e moglie di suo padre Marco. Ho scritto per il Sole24Ore e oggi scrivo su www.lascuolanonesiste.blog, sul mio blog personale, poco aggiornato, su Notizie ProVita, su La Nuova Bussola Quotidiana e ...dove è utile. Ho scritto tre libri "L'Italia che innova", "Il Dio che Non Sono" e "La Scuola Non Esiste", sull'educazione parentale, in vendita da dicembre 2018 online e in tutte le librerie (su ordinazione).

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