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Armadi e cassetti, Consigli e suggerimenti

Primo figlio: consigli per gli acquisti.

Potevo scrivere di tutto o di una sola cosa. Alla fine, ho deciso di darvi degli spunti sulle questioni fondamentali per ogni credo e provenienza: vestitini, giochi e utilities. Non so se ci sono riuscita, ma andavo in cerca di un post del genere (che non ho trovato) quando ero in cinta, quindi mi faccio carico di passare il testimone e taglio corto.

Vestitini
Primo dilemma. Che taglia, che colori, che tessuti…? Come orientarsi tra chi dice che tanto le tutine 0-1 mesi non le metteranno mai e chi prepara, sin dal primo mese di gravidanza, il guardaroba fino a 12 anni?
Innanzitutto, quando iniziare a comprare qualcosa e perché? Io ho iniziato a gravidanza inoltrata scegliendo di seguire due priorità: internet e i saldi. Secondo le previsioni (“sbagliate” di circa 10 giorni in difetto), Samuele sarebbe nato i primi di dicembre. Dopo aver dedicato poco tempo ad orientarmi su internet in un mondo a me totalmente sconosciuto fino al giorno prima, ho quindi scelto due, tre siti sui quali avrei acquistato le cose necessarie in periodo di saldi, tenendo conto dell’età che Samuele avrebbe avuto e delle necessità che stavo considerando possibili. Oltre ad essere il modo più conveniente economicamente e logisticamente, non è mai sbagliato fare così, perché nessun abitino spaccherà mai al millimetro le misure esatte di vostro figlio, nemmeno se lo comprate sul momento. Tanto vale fare una buona selezione per tempo e, nella peggiore delle ipotesi, mettergli un capo qualche settimana prima o poco tempo dopo (tanto Equitalia non verrà di certo a cercarvi se non avete rispettato all’ora esatta la taglia scritta sull’etichetta!). Se vi organizzate per vestirlo “a strati” non avrete neanche il problema della stagione perché sarete già perfettamente organizzate per qualunque clima!

Altro argomento su cui in genere si dibatte parecchio è il colore. Solitamente l’indecisione dipende dal fatto di voler sapere o meno il sesso del bimbo prima di iniziare a comperare le prime cose, oppure dal non volersi adeguare a tutti i costi al tradizionale “schema” rosa-celeste, per cui si finisce con lo scegliere cose che possano andar bene in ogni caso. In questo senso, si prediligono capi di qualunque colore tranne il rosa e il celeste. Per quanto mi riguarda (sarò all’antica?), io sono per chiamare le cose con il loro nome e per vestire i figli secondo quello che sono. Quindi, niente arcobaleni per confondergli le idee, giallini, verdini, arancini o quello che è, a meno che non siano cose che mi piacciono a prescindere. Ho comprato a Samuele cose da maschio perché è un maschio. Questa scelta ha coinciso con capi che a volte potevano essere anche bianchi, verdi, arancioni o beige, ma nulla aveva a che vedere col fatto di non voler essere “sessista” o di voler comprare cose che potessero andar bene per un’eventuale futura figlia femmina. Del resto, i sessi possibili sono due: maschio e femmina. Se mai dovessimo un giorno avere anche una figlia femmina, farei per lei quello che ho fatto per Samuele. In fondo, è un investimento una tantum: vorrà dire che al terzo figlio (o figlia) sarete già perfettamente attrezzate! Se poi nel guardaroba ci finisce anche qualcosa di unisex tanto meglio, ma non fatevi condizionare da quello che succederà o dal fatto di doverci pensare subito. Vivete il presente. Vestite i figli secondo quel che sono! Pensandola così, chiaramente farsi dire il sesso quando è possibile saperlo, aiuta (e non solo per il guardaroba secondo me). Anzi, fa la differenza.

Ultimo tema fondamentale sul paragrafo “vestitini” sono i tessuti. Io ne ho scelti tre fondamentali, evitando tutto il resto: lana (qualche tutina, ma prevalentemente coperte e maglioncini), cotone (camicine, magliettine, body e tutine) e ciniglia (solo per le tutine o i pigiamini). Innanzitutto, tutti e tre ormai si lavano in lavatrice con lavaggi e saponi per capi delicati; in secondo luogo, sono per lo più anallergici, termicamente isolanti e, in molti casi, neanche soggetti allo stiro, sia per motivi di tessuto che di dimensione del capo. Tuttora, io stiro quasi unicamente il cotone; raramente lana e ciniglia sono soggette a grandi necessità di stiratura. Altra indicazione utile che posso darvi, soprattutto per i primi mesi in cui magari bisogna prendere una certa confidenza con pannolini, cacche e pipì, è di fare uso più di ghettine che di tutine: la ghetta vi consente di “salvare” spesso il pezzo sopra e quindi di cambiare solo il pantalone; la tutina vi costringe a cambiare tutina perché è indivisibile!

Giochi
Cosa ne penso dei celebri giochi 0+? Penso che abbiano questa indicazione solo per il fatto di essere venduti in un periodo in cui una mamma emozionalmente molto coinvolta perché in attesa (soprattutto del primo figlio), cade più facilmente nella tentazione di non fargli mancare nulla. Se poi c’è una particolare predisposizione al figlio unico è finita. Innanzitutto, prima di diventare basicamente “interattivo” un bimbo ci mette almeno due mesi. In secondo luogo, ma non meno importante, quando viene al mondo non conosce né ChiccoFisher Price, quindi a 0 mesi non vive di questo “bisogno” inesistente, bensì di esigenze primarie. Non è in grado di apprezzare (nel vero senso della parola) rumori, colori, forme o qualunque altro oggetto aggiunto alla realtà che lo circonda, semplicemente perché il suo primo contatto empatico ed esistenziale con il mondo, soprattutto nei primi due mesi, lo stabilisce lentamente con ciò che lo circonda. E ciò che lo circonda dal suo primo giorno di vita è già sufficientemente ricco di suoni, musiche, forme e colori, senza la perentoria “necessità 0+” di inserire da subito una “finzione” (non urgente per chi ancora non conosce neppure la realtà) nella sua vita. “C’è un tempo per ogni cosa” (Ecclesiaste 3,1). Per quanto ci riguarda, fino ad oggi, a parte un carillon che ci hanno regalato e che abbiamo usato dal suo secondo mese di vita in poi, abbiamo scelto di acquistare un solo gioco, al quale Samuele ha iniziato ad avvicinarsi intorno ai 3 mesi e mezzo: una palestrina interattiva che probabilmente utilizzerà per parecchio tempo. Su Amazon ce ne sono diverse (clicca qui) e ci è sembrato di fare una cosa buona in un solo colpo: noi abbiamo scelto quella della foto in questo post (clicca qui se ti interessa la stessa).
palestrinaNon siamo dell’idea che sia buona cosa circondarlo di tanti giochi. Tanto meno crediamo nel fatto che la fantasia e la creatività siano unicamente già confezionate nella moltitudine di prodotti proposti dal mercato e soprattutto dal largo consumo. Ci sono tanti modi per sollecitare un bimbo, anche diversamente, spesso senza il bisogno di comprare chissà cosa o di possedere chissà che. Il “problema” vero è che ci vogliono principalmente il tempo e la voglia. E questi non sono in vendita, non si possono comprare. Bisogna rinunciare a qualcos’altro e scegliere di dedicare più tempo e più voglia a fare questo, a crescere dei figli e a capire cosa si può fare per loro prima di spendere, comprare, tatare o ricorrere alle cose. Allora servono meno soldi per tanti giochi inutili e si può fare a meno della tata. Io ho scelto di smettere di lavorare e Marco ha potuto fare altrettanto diverso tempo fa. Stiamo scoprendo che fare i genitori a tempo pieno è una cosa meravigliosa, ma che per fare questo bisogna regolarsi con le scelte che uno fa. Non tutti lo possono fare, è vero. Ma è vero anche che chi potrebbe farlo spesso non lo fa per non rinunciare al proprio appagamento, a una certa autonomia, a una sorta di identità o a una fetta di tempo proprio. Magari avrò modo di scrivere un post anche per sfatare il mito che per mantenere un figlio servano necessariamente 1000 euro al mese solo per lui. Iniziare col non fraintendere le vere necessità con i falsi bisogni è un buon modo per farsi venire qualche dubbio in proposito. Quando sarà il momento di comperare un gioco, quindi, prendetene in considerazione diversi se volete, ma fatevi sempre una domanda in più. Ve ne suggerisco alcune, quelle che almeno io uso anche per altre circostanze:

– a cosa serve il gioco che sto per acquistare?
– è solo un passatempo o può essere qualcosa in più nella crescita di mio figlio?
– quanto durerà?
– come potrà utilizzarlo? Sviluppando quali e quante abilità?
– si addice alle sue caratteristiche?
– ne ha già altri simili?
– nel suo genere cos’altro esiste?
– me lo posso permettere?

Utilities
Altro dilemma per chi si trova alle prime armi e non sa a cosa prepararsi esattamente. Questa sfera di incertezze va dal “compro o non compro il cuscino per la carrozzina?” al “mi servirà il parasole per l’ovetto?”. Qui, anche io ho fatto alcuni passi falsi pur avendoci meditato parecchio prima di muovere un piede. Penso sia normale perché, in buona fede, si cerca di essere pronti a qualunque evenienza (anche se la prima volta che ti servirà il parapioggia per la carrozzina lo avrai lasciato a casa perché non pensavi che avrebbe piovuto!). Posso dirvi però cosa, tra gli acquisti che ho scelto di fare mi è stato davvero utile e cosa non mi sono pentita di aver preso. Ovviamente, fate la tara in base alle vostre abitudini, al vostro stile di vita, alle esigenze soggettive che sono per ognuno diverse, ecc. ecc. Io racconto semplicemente un punto di vista, il mio, che evidentemente non è né una certezza né la cosa migliore da fare. E’ e rimane, appunto, il mio punto di vista! 🙂

Le cose più utili che ho acquistato in ordine sparso (potete cliccare sulla scritta di ogni oggetto che vi interessa per vederlo su Amazon – io ho comprato quasi tutto lì) sono:

– un’ombrellino parasole (adatto al modello di Trio, carrozzina, ovetto, passeggino che ci è stato passato da un’amica) e un parapioggia/zanzariera universali: utili entrambi per qualunque evenienza climatica;
– una culla riduttore in tessuto da viaggio, facilissima da trasportare ovunque, facilmente adattabile a qualunque letto e lavabile in lavatrice;
– due tendine parasole per auto richiudibili;
– un fasciatoio da viaggio leggero e pratico, utile ovunque e portabilissimo con il minimo occorrente;
– un portaoggetti da auto per il sedile posteriore (comodissimo anche mentre si viaggia);
– un fasciatoio essenziale da bagno, poco ingombrante e con la vaschetta per il bagnetto incorporata;

Dove acquistare
Qui vi segnalo semplicemente i siti su cui ho acquistato io la maggior parte delle cose di cui avevamo bisogno e con i quali mi sono trovata bene in generale come rapporto qualità-prezzo, utilizzando la “strategia saldi” di cui sopra:

Amazon
KIABI
Prenatal
Benetton

Non è molto, ma spero che vi sia utile.
Al prossimo post!

Informazioni su Giorgia Petrini

Scrivo da quando ho imparato. Ho sempre fatto l'imprenditrice, da quando sono nata. Ho vinto un sacco di premi (tutti inutili) e ho abbandonato da tempo tutti i poteri forti. Sono mamma di Samuele e moglie di suo padre Marco. Ho scritto per il Sole24Ore e oggi scrivo su www.lascuolanonesiste.blog, sul mio blog personale, poco aggiornato, su Notizie ProVita, su La Nuova Bussola Quotidiana e ...dove è utile. Ho scritto tre libri "L'Italia che innova", "Il Dio che Non Sono" e "La Scuola Non Esiste", sull'educazione parentale, in vendita da dicembre 2018 online e in tutte le librerie (su ordinazione).

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